Bonus Ristrutturazioni Edilizie 2018

La legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) ha rinviato al 31 dicembre 2018 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Salvo che non intervenga una nuova proroga, dal 1° gennaio 2019 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro (art. 16-bis Dpr 917/1986).

 

Dal 2018, tuttavia, la stessa legge di bilancio ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.

 

L’agevolazione

Detrazione del 50% sulle spese sostenute (bonifici effettuati) al 31/12/2018 fino a € 96.000 per ciascuna unità immobiliare residenziale (comprese pertinenze). Per gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attivitàcommerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

 

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta. Ciò significa, che se la quota annuale detraibile è di € 800, e l’Irpef dovuta è € 500, l’eccedenza di € 300 non può essere recuperata.

 

La detrazione non è cumulabile con l’agevolazione relativa alla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).

 

Chi sono i beneficiari?

Proprietari, usufruttuari, locatari o comodatari, soci di cooperative, imprenditori individuali e società di persone (per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce).

 

Il familiare convivente (coniuge, parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado), il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, il componente dell’unione civile, il convivente more uxorio. Per i soggetti di quest’ultimo gruppo, condizione necessaria è che sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture.

 

Se l’intervento interessa parti comuni di edifici (condomini), ogni condomino, in base alla quota millesimale di proprietà, sempre che la quota imputabile sia effettivamente versata entro i termini di presentazione della Dichiarazione dei Redditi

 

Quali Interventi?

·       Manutenzione straordinaria: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. (esempi: installazione di ascensori e scale di sicurezza; realizzazione e miglioramento dei servizi igienici; sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso; rifacimento di scale e rampe; interventi finalizzati al risparmio energetico; recinzione dell’area privata; costruzione di scale interne).

·       Restauro e risanamento conservativo: interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili. (esempi: interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado; adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti; apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali).

·       Ristrutturazione edilizia: interventi rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente. (esempi: demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente; modifica della facciata; realizzazione di una mansarda o di un balcone; trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda; apertura di nuove porte e finestre; costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti).

·       Ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi

·       Eliminazione delle barriere architettoniche (elevatore esterno all’abitazione)

·       Lavori finalizzati a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi (legge n. 104/1992): non rientrano le spese relative al semplice acquisto di strumenti

·       Misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti: rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione; porte blindate o rinforzate; apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini, installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti; apposizione di saracinesche; tapparelle metalliche con bloccaggi; vetri antisfondamento; casseforti a muro; fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati; apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

·       Cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

·       Misure finalizzate al conseguimento di risparmi energetici: l’installazione di un impianto fotovoltaico

·       Misure antisismiche

·       Bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici: installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti; il montaggio di vetri anti-infortunio; l’installazione del corrimano.

·       SPESE COMPLEMENTARI: spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse; le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento; le spese per la messa in regola degli edifici (impianti elettrici, impianti a metano); le spese per l’acquisto dei materiali; il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti; le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi; l’IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni; le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori; gli oneri di urbanizzazione; gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

 

Alle seguenti spese si aggiungono le spese per Manutenzioni Ordinarie (solo per le parti comuni di edifici, ossia i condomini): opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage.

 

L’IVA?

Manutenzione ordinaria e straordinaria

Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione

·       10% sulle prestazioni di servizi

·       10% sui beni, solo se ceduti dal prestatore.

Se il prestatore fornisce “beni significativi” (ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni, impianti di sicurezza), l’Iva ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

L’IVA al 10% non si applica: ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori; ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente; alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio.

 

Oltre ai casi menzionati a sinistra, l’IVA al 10% si applica anche agli acquisti, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a

dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria

individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).

L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente deilavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.  

 

Passi per ottenerla

1.       Comunicazione all’ASL: generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi; natura dell’intervento da realizzare; dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione; data di inizio dell’intervento di recupero.

2.       COMUNICAZIONE ALL’ENEA (da quest'anno)

3.       Fatture e/o Ricevute intestate e pagate dal proprietario o avente diritto. Nel caso di due comproprietari di un immobile, se la fattura e il bonifico sono intestati a uno solo di essi, ma le spese sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non è stato indicato, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.

4.       Pagamenti con Bonifico Bancario:

Singola Unità Immobiliare

Parti Condominiali

causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986); codice fiscale del beneficiario della detrazione; codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento

oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento

 

Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Cosa succede se cambia la proprietà o il possesso?

·       Vendita: il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente dell’unità immobiliare (se persona fisica).

·       Eredità: la detrazione non fruita in tutto o in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la “detenzione materiale e diretta dell’immobile”.

 

·       Fine locazione o comodato: l’inquilino o il comodatario che ha eseguito gli interventi continuerà a fruire della detrazione fino alla conclusione del periodo di godimento.

 

Fonte: Guida Ristrutturazioni Edilizie

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